Il corpo crocicchio.
Mesopotamia, 2900 – 2700 a.C.
Esempio di uplift, cioè di intervento per accelerare l’evoluzione di una specie (trattato precedentemente qui) è “Stargate” di Roland Emmerich: la divinità egizia Ra è un membro di una razza aliena in via di estinzione, alla ricerca dell’immortalità. Scoperti gli esseri umani, decide di abitarne i corpi, perché con la tecnologia in suo possesso può ripararli facilmente e prolungarne l’esistenza.
Nel primo poema epico della storia dell’umanità, il monarca Gilgames parte alla ricerca dell’immortalità, sconvolto dalla morte dell’amico Enkidu. Trova la pianta che restituisce la giovinezza, ma sulla strada del ritorno un serpente gliela ruba. Gilgames torna alla città di Uruk a mani vuote, persuaso che l’immortalità sia condizione esclusiva degli dei.
Nella tradizione mesopotamica, il destino dei corpi è quello di abitare la città sotterranea dei defunti, posizionata sotto le acque dell’oceano: una sorta di immagine speculare, di territorio identico ma sotterraneo e capovolto rispetto alla città dei vivi. Non vi è distinzione tra anima e corpo, dicotomia che arriverà solo in seguito, con la filosofia platonica: in Mesopotamia il defunto viene nutrito, lavato, e spesso sepolto sotto al pavimento della casa dove abitava.
Marinella Ceravolo, “Semantica e narrazione della danza nell’antica Mesopotamia” da “Movimenti e funzioni rituali nel Mediterraneo Antico. Danza, estasi, corpi”
Dipartimento di Antropologia
Sapienza – Università di Roma.
“In un frammento paleobabilonese da Sippar dell’Epopea di Gilgames è conservato uno dei passaggi oggi più celebri della letteratura mesopotamica: il discorso della taverniera Siduri. Dinnanzi alla morte dell’amico e compagno di avventure Enkidu, Gilgames abbandona il trono di Uruk e, prostrato dal lutto, intraprende un viaggio alla ricerca dell’immortalità. Terminato il percorso del dio-sole, l’eroe si imbatte nella taverniera Siduri che, sorpresa dal suo aspetto trasandato e infelice, lo esorta ad abbandonare la sua missione e ad accettare il destino mortale dell’uomo. In risposta a questa amara consapevolezza, la donna invita l’eroe a non rifuggire più le bellezze e le gioie della vita:
Gilgames, dove vai girovagando? / Non puoi trovare la vita che cerchi: / quando gli dei hanno creato l’umanità, / per gli uomini hanno stabilito la morte, / la vita l’hanno conservata nelle loro mani. / Tu, Gilgames, fa che il tuo ventre sia pieno, / divertiti continuamente giorno e notte, / fa’ festa tutti i giorni, / balla (saru) e danza (melulu) e gioca giorno e notte. / Che le tue vesti siano pulite, / che la tua testa sia lavata e possa tu essere bagnato dall’acqua. / Guarda il bambino che ti stringe la mano / e possa la tua sposa gioire ripetutamente sul tuo petto. / Questo è il destino dell’essere umano.” (cfr. Il Satyricon di Petronio, la cena di Trimalcione).
Di fianco al piacere del cibo, all’abbandono del lutto attraverso il lavaggio del proprio corpo, all’amore e alla famiglia, i versi costituiscono un blocco interamente dedicato alla sfera del divertimento. In questo contesto, è inserita la danza nella sua accezione volteggiante (saru) che, confermando quanto è emerso dalle polisemie lessicali, è anche qui associata alla danza come gioco (melulu), facendosi espressione di leggerezza e di divertimento.”
Il corpo, per la medicina babilonese, è luogo di pensiero, sentimento, esperienza e conoscenza, e il libbu (le viscere, l’addome, il cuore) è il luogo di unione tra la dimensione psico-emotiva e la corporeità, nella concretezza fisica degli organi.
Il concetto di città parallela è ripreso da numerose autrici e autori, tra cui Neil Gaiman: Neverwhere, Nessun Dove, è sotto Londra; in Hellboy di Guillermo Del Toro, sotto al ponte di Brooklyn c’è un’enorme città chiamata Il Mercato dei Troll; Clive Barker in Cabal la chiama Midian, ed è popolata da mostri e reietti che la società non vuole. Di Clive Barker sono anche i Cenobiti, “Per alcuni demoni, per altri angeli” come dice uno dei personaggi chiave del film, Pinhead; demoni che raggiungono questa realtà attraverso una frattura spazio temporale innescata dal Cubo di Lemarchand, chiamato anche La Configurazione del Lamento. Il loro compito è torturare chi ha aperto il passaggio.
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L’Angelo della Morte in Hellboy.

Una delle abitanti di Midian.

Frame da “Freaks” di Tod Browning, 1932.

I Cenobiti, anche detti “L’ordine dello squarcio”, di Hellraiser.
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Performance.
Simone Weil – La persona e il sacro.
Testo del saggio, fumetto, inserti.
Hacked comic + collage, 2020.
Disposition.
Two opposing actions:
order and mess.
Glasses, bodies.
Performance, 2022.
Discorsi da ascensore.
30 tentativi.
Coltello, corpo, gravità, equilibrio.
Performance, 2022.
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